Condotte di scarico di grande diametro

Cosa non buttare negli scarichi

Quasi tutte le disostruzioni che facciamo nascono da sei cose. Sono tutte evitabili.

Le sei cose che causano più interventi

In ordine di frequenza, per come le troviamo sul campo.

  • Salviette umidificate

    La causa numero uno

    Non si disgregano come la carta igienica: restano intere, si agganciano alle asperità della condotta e formano ammassi che bloccano il passaggio. Sono all’origine di gran parte delle disostruzioni che eseguiamo.

  • Olio e grassi di cucina

    Liquidi solo finché sono caldi

    Raffreddandosi solidificano e si depositano sulle pareti del tubo, restringendolo a ogni utilizzo. Vanno raccolti in un contenitore e conferiti negli appositi punti di raccolta.

  • Cotton fioc, assorbenti, pannolini

    Non si degradano

    Materiali pensati per assorbire e mantenere la forma: nello scarico fanno esattamente quello, gonfiandosi e incastrandosi nei punti di curva.

  • Lettiera per gatti

    Anche quella “da WC”

    È progettata per agglomerarsi a contatto con i liquidi. In una condotta forma blocchi compatti che l’acqua non riesce più a spingere.

  • Fondi di caffè e residui di cibo

    Sedimentano

    Non galleggiano e non si sciolgono: si depositano nei punti bassi e, insieme ai grassi, diventano il legante di ostruzioni molto dure da rimuovere.

  • Residui edili, vernici, solventi

    Danneggiano l’impianto

    Calce e cemento induriscono dentro il tubo in modo irreversibile. Vernici e solventi, oltre a essere rifiuti speciali, uccidono i batteri che fanno funzionare la fossa biologica.

Perché i disgorganti chimici sono spesso un errore

È il primo riflesso quando lo scarico rallenta, ed è quasi sempre la scelta che complica l’intervento successivo.

Su un ammasso già formato la soda caustica tende a compattarlo invece di scioglierlo. Nel frattempo aggredisce le tubazioni, soprattutto quelle non recenti, e se l’impianto ha una fossa biologica danneggia i batteri che ne fanno il lavoro. Il risultato tipico è un’ostruzione più dura di prima, immersa in acqua caustica che rende l’intervento professionale più lento e delicato.

Se lo scarico rallenta, il momento giusto per chiamare è quello: un accumulo piccolo si rimuove in poco tempo, uno consolidato richiede idrogetto e, a volte, una videoispezione per capire cosa c’è sotto.

Il servizio di stasatura e disostruzione

Domande frequenti

Le salviette “biodegradabili” si possono buttare nel WC?

No. La dicitura indica che il materiale si degrada nel tempo in condizioni adatte, non che si disgreghi in acqua nei pochi secondi in cui percorre lo scarico. Nella condotta si comportano come tutte le altre: restano intere e si accumulano. Vanno nel rifiuto indifferenziato.

I prodotti disgorganti e la soda caustica funzionano?

Raramente risolvono e spesso peggiorano. Su un’ostruzione già formata i prodotti aggressivi tendono a compattarla invece di scioglierla, e nel frattempo danneggiano le tubazioni e, se c’è, l’equilibrio batterico della fossa biologica. Restano poi nell’acqua ristagnante, rendendo più rischioso l’intervento successivo.

Cosa posso fare per prevenire le ostruzioni?

Un filtro raccogli-residui su lavello e doccia intercetta la maggior parte del problema. Raccogli oli e grassi a parte, evita di usare il WC come cestino ed esegui la manutenzione periodica dell’impianto. Sono accorgimenti banali che riducono drasticamente gli interventi urgenti.

Ho già buttato qualcosa che non dovevo: cosa faccio?

Se lo scarico funziona ancora, evita di forzare con altra acqua o con prodotti chimici e tieni sotto controllo la velocità di deflusso. Se rallenta o rigurgita, serve una disostruzione professionale: intervenire presto, quando l’ammasso è ancora piccolo, è molto più semplice ed economico.

Lo scarico ha già cominciato a rallentare?

Intervenire quando l’ostruzione è ancora piccola costa meno e risolve prima.

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